Comunicato di chiusura dei lavori della due giorni Studaut

Il 12 e 13 Febbraio 2011 si è tenuta a Brescia l’assemblea nazionale di Studaut che ha visto la partecipazione di realtà autorganizzate studentesche da numerose città italiane. Molti i temi toccati e forte la volontà di confrontarsi su percorsi e pratiche messe in campo negli ultimi mesi anche nell’ottica di trovare un’unità ed una condivisione di un progetto di respiro nazionale, che abbia la forza di continuare nel tempo congiungendo e dando voce alle lotte studentesche.

 

Volendo riproporre in un comunicato le riflessioni che hanno animato questa due giorni, i numerosi spunti sono attraversati da una serie di fili comuni presenti in maniera diffusa sui panorami di quasi tutte le città presenti.

 

Dall’inizio di quest’anno scolastico la riforma Gelmini ha fatto il suo materiale ingresso all’interno degli istituti. I cambiamenti che negli ultimi anni erano stati descritti ed ipotizzati dal movimento No Gelmini sono diventati ora reali. Questo è uno dei fattori che hanno contribuito ad un forte cambiamento della composizione stessa del movimento. Con l’approvazione della riforma in tutte le città soggetti che non scendevano in piazza da anni, come gli studenti degli istituti tecnici e professionali, hanno assunto un ruolo fondamentale all’interno delle lotte ed hanno saputo spesso innalzare il livello del conflitto.

 

Questi elementi di novità sono stati catalizzanti per un’importante svolta nel percorso del movimento che può essere descritta come il definitivo abbandono del piano della semplice resistenza e difesa della scuola pubblica e l’ingresso invece in un piano compiutamente sociale e di rifiuto della precarietà.

 

In quest’ottica, quindi, la precarietà assume una doppia valenza: da un lato incertezza, mancanza di futuro, impossibilità di scelta riguardo le proprie vite, dall’altro condizione comune che unisce e crea identità tra soggetti apparentemente diversi. E anche noi come realtà politiche autorganizzate dobbiamo saperla affrontare in questa sua ambivalenza, da un lato rifiutandola e dall’altro rendendola identità di classe e quindi utilizzandola contro il sistema che l’ha prodotta.

 

Identità che si è data forte sia su un panorama internazionale nel lungo ciclo di lotte che hanno attraversato il mondo della formazione europeo e dentro la composizione giovanile che sta vivendo i movimenti che scuotono in questi giorni il Maghreb e il Medioriente, sia sul piano nazionale fino a culminare dentro la fantastica data del 14 Dicembre a Roma.

 

Dentro questa lettura della fase quindi le soggettività studentesche devono essere capaci di elaborare nuove strategie in base ai cambiamenti radicali che si stanno dando. Da un lato quindi è necessario riuscire a trovare dei nuovi metodi di opposizione alla riforma, dall’altro bisogna essere capaci di raccogliere queste espressioni di disagio, saperne leggere le necessità e i bisogni e saperle direzionare dentro e per il movimento.

 

Come fare a contrastare la Riforma ad applicazione compiuta dentro le scuole? Sicuramente non attraverso i consigli di istituto o i rappresentanti degli studenti data la vuotezza di queste istituzioni tanto sul piano di risposta alle richieste studentesche quanto sui reali poteri decisionali che questi organi hanno nelle scuole. La strada sta sotto un certo punto di vista dentro alcuni degli strumenti che già in questo autunno hanno attraversato il movimento studentesco, cioè le occupazioni e le autogestioni finalmente compiute e non mediate con presidi o professori nella maggior parte degli istituti. Ma questo non basta, infatti è necessario per contrastare dentro le scuole la riforma Gelmini un lavoro continuativo di costruzione di una maniera di intendere la formazione dal basso attraverso la conquista di aulette autogestite, di corsi autorganizzati, di pomeriggi aperti, di collettivi studenteschi, di pranzi popolari e via dicendo. Insomma la costruzione in ogni scuola di un lavoro di conquista di spazi, di tempi e di saperi in base alle esigenze studentesche. Riuscire a superare la Riforma e contemporaneamente a creare dal basso un nuovo modo di formarsi decontestualizzato dai processi di produzione della scuola-fabbrica.

 

Ciò va di pari passo con quello che è invece l’aspetto più sociale che la fase di movimento sta esprimendo, infatti il superamento dello studentismo e delle sue misere soluzioni è ormai un dato di fatto grazie all’entrata di un nuovo spezzato sociale dentro le lotte, spezzato molto più conflittuale e con delle esigenze reali non solo rispetto al mondo dell’istruzione, ma anche nei confronti del sistema della crisi.

 

Rispetto a questo anche qui il nostro lavoro deve essere totalmente in divenire e deve saper ripartire dai bisogni che questa composizione esprime per costruire conflitto. Bisogni che vanno indagati, che vanno analizzati fuori dall’ideologia e riletti nella pratica sul campo. Bisogni che vanno indagati di pari passo alla precarietà e alle sue varie caratteristiche e trasformazioni, anche qui uscendo da una misera misura ideologica, ma sporcandosi le mani, sbagliando dove è necessario e rifacendo. Lasciando domande aperte da indagare dentro al percorso del movimento.

 

Guardando a ciò sicuramente per gli studenti medi assumono particolare importanza le questioni dei trasporti, degli spazi e dei modi di divertimento, del costo dell’istruzione e più in generale del reddito e della sua richiesta. In questa due giorni si è sottolineato anche come nella peculiarità di ogni città le ricchezze dei percorsi sono vari, ma hanno dei passaggi comuni da affrontare in modo diffuso e generalizzato.

 

Proprio nel generalizzare e nel diffondere le lotte e le pratiche che le compongono viene utilizzato StudAut. Molto di più di un portale di controinformazione, è una vera e propria rete nazionale di condivisione di percorsi ed esperienze, di analisi e letture del momento e dei movimenti. Un mezzo per inchiestare la realtà studentesca e contemporaneamente per congiungere le lotte e ricomporre i movimenti. StudAut il network delle lotte studentesche, dentro, contro e oltre la scuola, dentro contro e oltre la metropoli continua ad essere un contenitore in divenire da costruire dal basso per una narrazione forte delle lotte studentesche autorganizzate.

 

StudAut

Que se vayan todos

Que se vayan todos.

Che se ne vadano tutti.

 

Queste sono parole, grida di lotta. Una lotta che parte dal basso e non ha paura di scendere in strada. Una strada che ti dice che c’è posto per te solamente se indossi il nome di Consumatore in una dimensione nella quale non è possibile trovare la propria individualità, un proprio spazio; è così che noi rispondiamo con rivendicazione della riappropriazione di spazi e della nostra socialità, rispondiamo con l’autorganizzazione che rifiuta il debole senso della rappresentanza.

 

Que se vayan todos.

Che se ne vadano tutti.

 

E che a noi rimanga la libertà di provare ancora rabbia contro quella stessa rappresentanza che è il governo Berlusconi, ma non solo, è l’intera classe politica, rabbia contro il ddl Gelmini, come qualsiasi riforma basata sulla politica dei tagli ingiusti, contro qualsiasi riforma finalizzata alla distruzione della scuola pubblica, riforma che è principio di quella politica del lavoro che alleva un mondo fatto di precarietà.

 

Que se vayan todos.

Che se ne vadano tutti.

E noi in strada a riprenderci e a bloccare tutto, contro la privatizzazione dei servizi; per una scuola pubblica di studenti e studentesse che rifiutano di essere soggetti passivi di conoscenze che non ci appartengono, in un clima che annienta qualsiasi possibilità di scontro e di conflitto, ci preferiscono piccoli automi obbedienti da disciplinare con una cifra scritta sul foglio della valutazione di condotta; contro la precarietà, che lo stesso ddl infligge e a cui ci prepara, delineando un sistema scolastico che rispecchia una politica utilitaristica basata sul profitto.

 

Que se vayan todos.

Che se ne vadano tutti.

E In questi mesi studenti di tutta Italia continuano a lottare per riprendersi il loro futuro.

Le più grandi città bloccate, a dimostrare che anche se ci prendono tutto la nostra rabbia ci da la possibilità di essere liberi, ancora liberi di lottare nelle strade…

 

Que se vayan todos.

Che se ne vadano tutti. 

Sabato 15 Gennaio Festa studentesca. School Out Fest!

Corteo Studentesco 14 dicembre 2010. Que se vayan todos!

Grande mattinata di lotta per gli studenti medi di Brescia che oggi, che il governo cadesse o meno, han dimostrato la propria rabbia con una notevole e numerosa partecipazione alla manifestazione.Il corteo,partecipato da diverse migliaia di studenti e studentesse, ha ancora una volta seguito la linea comune che si e’ ormai imposta a livello nazionale: bloccare tutto per riprenderci il nostro futuro. Giunti in Piazzale Repubblica, infatti, gli studenti hanno deviato dal percorso autorizzato occupando la stazione e tutti i binari per circa mezz’ora, tornando poi a sfilare e bloccare le strade del centro, con tentativi di impedimento, da parte della questura, ad arrivare a quello che negli ultimi mesi per Brescia e’ diventato il più importante simbolo di tutte le realta’ che lottano per i diritti sociali e la propria sopravvivenza: la gru di via san Faustino; a tal proposito, è stato anche ricordato dal megafono che giusto ieri mattina a Brescia la polizia ha fermato Noureddine, uno degli immigrati del presidio permanente, ed in poche ore e’ stato rinchiuso nel CIE di Modena.

È stato poi sottolineato più volte durante la mattinata che la rabbia sempre più incontenibile degli studenti non è certo solo indirizzata al governo Berlusconi, ma contro l’intera classe politica, infatti lo striscione di testa del corteo riportava proprio questa idea di rottura totale: “Que se vayan todos!”, sfiduciando a prescindere dal voto l’intera politica di palazzo.La determinazione diffusa tra studenti e studentesse si è dimostrata ancora una volta significativa, come notevole è stata la spontaneità con la quale il corteo si è riappropriato di strade, piazze, fino ad arrivare alla stazione, per gridare alla città e a questo stato che gli studenti e le studentesse non subiranno mai passivamente le decisioni di palazzo sul proprio futuro, siano di questo governo o di governi prossimi. La lotta non si ferma, rilancia!

14 Dicembre. Corteo No-gelmini, Blocchiamo Tutto!!!

LA LOTTA NON SI FERMA, RILANCIA! BLOCCHIAMO TUTTO PER RIPRENDERCI IL NOSTRO FUTURO!

Dopo un’eccezionale giornata di mobilitazione nazionale (Martedì 30 Novembre, che ha visto anche a Brescia una straordinaria giornata di lotta) nella quale in tutta Italia studenti e studentesse, universitari e medi, hanno bloccato tutto il paese per riuscire ad affermare la nostra voce e la nostra rabbia nei confronti del potere istituzionale che… come al solito decide sulle nostra vite, al nostro posto…missione compiuta, ma c’è bisogno di un nuovo assalto, di una nuova giornata di lotta in tutto il paese!

Il DDL Gelmini è stato votato ed approvato dalla camera dei deputati lo scorso 30 novembre…le sue sorti sono ora legate alla fiducia al governo Berlusconi che verrà votata martedì 14 dicembre..

Non hanno chiuso i conti con il mondo della formazione…
LA NOSTRA RABBIA NON SI FERMA!

CONTINUIAMO A DARE BATTAGLIA ALLA RIFORMA GELMINI ED AL GOVERNO BERLUSCONI!
CONTINUIAMO A PRENDERCI LE STRADE, LE PIAZZE, LE SCUOLE CONTRO IL LORO MODELLO DI SCUOLA ED UNIVERSITA’, PER LA SCUOLA DEGLI STUDENTI E DELLE STUDENTESSE!

CONTRO LA RIFORMA GELMINI!

CONTRO IL GOVERNO BERLUSCONI!

CONTRO UN FUTURO DI PRECARIETA’, PER RIPRENDERCI IL NOSTRO FUTURO…

IN SOLIDARIETA’ ALLE TANTISSIME SCUOLE OCCUPATE E AUTOGESTITE!

RIPRENDIAMOCI TUTTO CIO’ CHE CI SPETTA!

CONFLITTO ED AUTORGANIZZAZIONE,
L’ASCIA DI GUERRA E’ DISSOTTERRATA.

Kollettivo Studenti in Lotta


FB: Kollettivo Studenti inLotta

Martedi’ 30 Novembre 2010. Corteo Studentesco.

MARTEDI’ 30 NOVEMBRE 2010
GIORNATA NAZIONALE
MOBILITAZIONE NO-GELMINI!

L’ASCIA DI GUERRA E’ DISSOTTERRATA.
…MUOVIAMO BATTAGLIA ALLA RIFORMA, AL GOVERNO…PER IL NOSTRO FUTURO!!

LE UNIVERSITA’ SONO IN RIVOLTA!

LE PIU’ GRANDI CITTA’ BLOCCATE!
A ROMA GLI UNIVERSITARI HANNO ASSEDIATO IL SENATO, A PISA OCCUPATO LA TORRE, A  VENEZIA SAN MARCO, A TORINO LA MOLE ANTONELLIANA!

STUDENTI E STUDENTESSE IN TUTTA ITALIA SI RIAPPROPRIANO IN QUESTI GIORNI, CON PIU’ DETERMINAZIONE CHE MAI, DEL PROPRIO FUTURO!

ASSALTIAMO CHI STA DISTRUGGENDO IL NOSTRO FUTURO, BLOCCHIAMO LE CITTA’, LE STRADE, LE SCUOLE E LE FACOLTA’!!

TUTTE E TUTTI IN PIAZZA!!
SCIOPERO E CORTEO STUDENTESCO
ORE 9.00 PIAZZA GARIBALDI

BLOCCHIAMO TUTTO PER RIPRENDERCI IL FUTURO!

Per un’offensiva di piazza a livello nazionale contro la riforma!
Per ribadire un altro, deciso “NO!” al modello di scuola e università del ministro Gelmini!

CONFLITTO ED AUTORGANIZZAZIONE:
CONTRO LA “SCUOLA GELMINI”, PER LA SCUOLA DEGLI STUDENTI!

Kollettivo Studenti in Lotta

17 Novembre sciopero studentesco nazionale, Giornata mondiale per il diritto allo studio!

Ecco il documento uscito dall’assemblea nazionale degli studenti medi tenutasi a milano il 23 ottobre 2010 (assemblea di collettivi studenteschi da Milano, Torino, Bologna, Modena, Brescia e Pavia)

Nel terzo anno della crisi globale, ci troviamo nuovamente davanti a continui attacchi su tutti i fronti: dalla distruzione del mondo dell’istruzione fino alla destrutturazione delle politiche riguardanti il mondo del lavoro. Il tentativo di frammentare e dividere le lotte ha ricalcato la logica di lasciarci soli davanti alle mille problematiche dell’esistenza che affrontiamo tutti i giorni: dalla casa agli spazi sociali, fino al reddito e al diritto allo studio. Queste politiche sono il sintomo di una chiara volontà da parte del governo, della confindustria e dei relativi servi sul piano partitico e sindacale (Bonanni e tutta quella parte della sinistra ammaliata dalle parole di Marchionne…) di imporre la totale precarietà all’interno della nostra vita. Di fronte all’incertezza del nostro futuro, e quindi alla necessità di portare avanti un movimento che non si fermi allo studentismo fine a se stesso, che si ponga nell’ottica di ricomporre le lotte, la nostra risposta deve articolarsi come sempre dal basso, attraverso l’autorganizzazione, tracciando una precisa linea politica che porti al conseguimento e alla difesa dei diritti di tutti. . In questo senso il linguaggio della nostra lotta deve essere oggi più che mai quello del conflitto e della generalizzazione dello sciopero, linguaggio che esplicita un disagio reale aggravato non solo dal netto peggioramento della qualità della vita all’interno della scuola ma anche dalla precarizzazione e dalle continue minacce a tutti gli ambiti del nostro futuro. Rilanciamo quindi il conflitto sociale richiedendo uno sciopero generale. Abbiamo individuato nel 17 Novembre un appuntamento fondamentale che possa dare un contributo verso uno sciopero che sia in grado di superare la settorialità delle lotte.

CONFLITTO ED AUTORGANIZZAZIONE VERSO LO SCIOPERO

CONFLITTO ED AUTORGANIZZAZIONE VERSO LO SCIOPERO

(Studenti da Milano, Torino, Bologna, Modena, Brescia e Pavia)


Nel terzo anno della crisi globale, ci troviamo nuovamente davanti a continui attacchi su tutti i fronti: dalla distruzione del mondo dell’istruzione fino alla destrutturazione delle politiche riguardanti il mondo del lavoro. Il tentativo di frammentare e dividere le lotte ha ricalcato la logica di lasciarci soli davanti alle mille problematiche dell’esistenza che affrontiamo tutti i giorni: dalla casa agli spazi sociali, fino al reddito e al diritto allo studio. Queste politiche sono il sintomo di una chiara volontà da parte del governo, della confindustria e dei relativi servi sul piano partitico e sindacale (Bonanni e tutta quella parte della sinistra ammaliata dalle parole di Marchionne…) di imporre la totale precarietà all’interno della nostra vita. Di fronte all’incertezza del nostro futuro, e quindi alla necessità di portare avanti un movimento che non si fermi allo studentismo fine a se stesso, che si ponga nell’ottica di ricomporre le lotte, la nostra risposta deve articolarsi come sempre dal basso, attraverso l’autorganizzazione, tracciando una precisa linea politica che porti al conseguimento e alla difesa dei diritti di tutti. . In questo senso il linguaggio della nostra lotta deve essere oggi più che mai quello del conflitto e della generalizzazione dello sciopero, linguaggio che esplicita un disagio reale aggravato non solo dal netto peggioramento della qualità della vita all’interno della scuola ma anche dalla precarizzazione e dalle continue minacce a tutti gli ambiti del nostro futuro. Rilanciamo quindi il conflitto sociale richiedendo uno sciopero generale. Abbiamo individuato nel 17 Novembre un appuntamento fondamentale che possa dare un contributo verso uno sciopero che sia in grado di superare la settorialità delle lotte.

Corteo 8/10

BRESCIA. MIGLIAIA DI STUDENTI AL CORTEO AUTORGANIZZATO “NO-GELMINI”

Stamattina le strade di Brescia sono state invase da più di 3000 tra studenti e studentesse da tutti gli istituti superiori (licei, tecnici e professionali) della città. Il corteo “no-gelmini” organizzato dal Kollettivo Studenti in Lotta ha seguito un lungo percorso e si è snodato sulle vie più trafficate per poi percorrere tutto il centro storico. Un corteo con il quale anche a Brescia, come, stamattina, in moltissime città italiane, parte un nuovo autunno di lotta contro la riforma Gelmini, per la scuola degli studenti e delle studentesse che han dimostrato ancora una volta di essere determinati nel volersi riappropriare del proprio futuro. Un autunno in arrivo che, specialmente dopo la giornata di oggi, si preannuncia caldissimo.

Durante il corteo è stato infatti ribadito a più riprese che questo “non è che l’inizio”.

Studenti e studentesse, alla fine della manifestazione, han voluto dimostrare la propria determinazione nel far proprie le strade della città e nel scendere in piazza per riappropriarsi in prima persona del proprio futuro, uscendo dal percorso autorizzato cogliendo di sorpresa le forze dell’ordine, proseguendo ancora fino alla facoltà di Economia in via S.Faustino dove si è conclusa la mobilitazione con interventi e musica.

Il corteo ha infine rilanciato, come prossimo appuntamento, ad un’assemblea pubblica che si terrà Lunedì 11 Ottobre, alle ore 15 presso il liceo Calini, per creare ed organizzare un autunno contro la riforma Gelmini

Corteo studentesco nazionale No-Gelmini