FestA StuDentescA! @ C.S.A MAGAZZINO47

"KsL, We are Your crisis!"

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BRESCIA, 2000 IN PIAZZA. NO TAGLI, NO PRIVATIZZAZIONE, STOP GELMINI!

Migliaia gli studenti e le studentesse scesi in piazza oggi a Brescia.
Riparte dunque anche a Brescia il movimento No-Gelmini con una vera prova di forza e determinazione. Quel movimento che già l’anno scorso aveva invaso le piazze, le scuole e le facoltà di
 tutta Italia è ripartito stamattina a Brescia con un corteo che durante il proprio
percorso ha ribadito più volte la propria determinazione affermando che questo sarà
solo l’inizio di un nuovo autunno caldo. Il corteo, che ha raccolto massicce partecipazioni da tutte le scuole della città
 e numerosi istituti della provincia, ha sfilato per le strade del centro storico bloccando la città per buona parte della mattinata.
Se da una parte il governo Berlusconi sta facendo pagare ai lavoratori e agli studenti; in migliaia stamattina gli studenti e le
studentesse han ribadito ancora una volta di non avere nessuna intenzione di pagare questa crisi.
 Anzi, più volte è stato ribadito che “noi la crisi ve la creiamo”.

 

E QUESTO E’ SOLO L’INIZIO DI UN AUTUNNO DI FUOCO!!

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO, VE LA CREIAMO!

[Vedi Infoaut]        [Vedi Radio Onda d'Urto]

STOP GELMINI!

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No tagli, No privatizzazione, STOP GELMINI! Venerdì 9 ottobre 2009 Manifestazione Studentesca

Il 9 ottobre ancora in piazza per difendere la scuola pubblica.

9 ottobre sciopero

9 ottobre sciopero

Inizia un nuovo anno di mobilitazioni NO-Gelmini

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Festa Radio Onda D’Urto 13-29 Agosto

 

Riparte giovedi’ 13 agosto, nell’area feste di Sant’Eufemia a Brescia, la festa estiva di Radio Onda D’Urto. Tutte le sere, fino a sabato 29 agosto, previsti concerti, incontri, dibattiti, presentazioni di libri, oltre a stands enogastronomici e di realta’ sociali, politiche e di movimento.

anche quest’anno radio onda d’urto resiste: la giunta degli sceriffi paroli-rolfi non ci fermerà!!!

L’ONDA NON SI ARRESTA! LIBERI TUTTI E SUBITO!

BRESCIA - Dopo un autunno di mobilitazioni e di opposizione sociale da parte di migliaia di studenti in tutta italia, a Torino, il 19 Maggio, l’Onda Anomala rompe ogni equilibrio e si scontra con determinazione con la polizia in occasione della contestazione all’insostenibile G8 dell’Università.

Chi si è sentito minacciato, risponde ora con la repressione, chi ha avuto paura della “rivolta di Torino” cerca di arrestare l’Onda. Ma l’Onda non si arresta! Solidarietà a tutti i compagni arrestati! Liberi tutti e subito!

La repressione morde, spacchiamole i denti!

Kollettivo Studenti in Lotta – Brescia, Radio Onda d’Urto, CSA Magazzino 47,Collettivo SLO

LA BRESCIA ANTAGONISTA DI NUOVO IN PIAZZA CONTRO IL REGOLAMENTO DI POLIZIA URBANA E IL DELIRIO SECURITARIO DELLO SCERIFFO ROLFI

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FESTA STUDENTESCA!! …Ape e Simo sempre con noi…

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28 MAGGIO ED OPPOSIZIONE SOCIALE: CENTINAIA DI STUDENTI IN PIAZZA A BRESCIA. Cacciato dalla Piazza il sindaco sceriffo Adriano Paroli.

Sono centinaia gli studenti bresciani scesi in piazza anche questa volta.
Anche quest’anno nelle strade nel giorno del ricordo della strage di stato di piazza della loggia, non solo per commemorare, ma anche e soprattutto per continuare le lotte sociali portate avanti con migliaia di studenti quest’autunno a brescia come in tutta italia.
Gli studenti in piazza non si sono limitati a ricordare le vittime della strage fascista, di stato e della nato. Hanno ripetuto a tutto volume le parole d’ordine delle lotte dell’autunno appena passato. Gli studenti hanno fatto sentire forte e chiaro che l’opposizione sociale nelle strade di brescia non finisce, che l’Onda no gelmini è pronta a ripartire anche il prossimo autunno…più travolgente di prima. Sono pronti dunque a prendere posizione nelle piazze anche il prossimo anno scolastico contro la crisi, contro la gelmini e contro il razzismo e le leggi liberticide di questo governo e della giunta comunale di brescia.
E’ chiaro il segnale: in ricordo delle vittime dello stato e dei suoi burattini neo-fascisti continuiamo a lottare per la giustizia sociale.
Anche in occasione di questo importante anniversario, quindi, gli studenti bresciani si sono riappropriati delle strade di brescia con un corteo partecipato…ribadendo che non è finito l’antagonismo nella nostra città, l’opposizione al decreto gelmini e alla loro crisi, l’opposizione alle politiche razziste del governo e della giunta locale.

Dopo l’arrivo in piazza della loggia il corteo degli studenti medi ha cacciato dalla piazza il sindaco razzista Adriano Paroli, sindaco sceriffo promotore del delirio securitario a brescia!Il sindaco sotto gli slogan e le pressioni da parte del corteo studentesco arrivato in piazza si è rifugiato nel palazzo comunale.

E’ stato anche quest’anno un 28 maggio di ricordo, di lotte sociali, antagonismo ed opposizione!

Non daremo tregua a chi sta facendo pagare la crisi a studenti e studentesse, lavoratori e lavoratrici, precari/e e non, migranti e non…

e anche questa volta.
NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO, VE LA CREIAMO!

Va ora in Onda il Conflitto


(Da InfoAut)

A poche ore dal termine della manifestazione odierna contro il G8 dei Rettori, non è semplice trarre un bilancio della mobilitazione, ma rispetto ad altre volte, questa, e non perchè ultima in ordine cronologico, si è auto-narrata nel corso della giornata. A mesi di distanza dall’autunno che ha visto la nascita di un nuovo movimento degli studenti non era facile riportare in piazza, se non i numeri, la voglia e il protagonismo che hanno caratterizzato la crescita dell’Onda, che fin dai suoi albori ha saputo coniugare la “controriforma dell’università” ad un discorso più ampio sulla crisi, con i suoi costi e le sue responsabilità, sapendo saldare la lotta tra studenti medi e universitari, uscendo dalle scuole e dalle università, interlacciando rapporti di conflitto con le metropoli e la loro produzione fluida. Non era semplice eppure, oggi migliaia di universitari e universitarie, studenti medi, compagni e compagne, si sono dati appuntamento per contestare fermamente l’ennesimo summit, illegittimo quanto inutile. Uno dei g8 preparativi del g8 dei grandi della terra che si terrà nell’ Abruzzo martoriato il prossimo luglio. La manifestazione aveva l’obiettivo di tentarci, di provare ad avvicinarsi più possibile al Castello del Valentino, luogo quanto mai consono alla fortezza predisposta per i signori rettori, protetto da ogni forza dell’ordine di cui possiede lo Stato Italiano. La differenza da tante altre volte è che quello che il movimento ha detto, alla fine ha fatto, si è dato degli obiettivi e delle parole d’ordine, e li ha perseguiti con coerenza e maturità, sapendo mettere insieme soggettività differenti, che in quest’occasione hanno saputo parlare un unico linguaggio, fondato sulla pratica dell’obiettivo. Per farlo era chiaro che la manifestazione si doveva dotare di tutti gli strumenti utili per tentarci, per non mimare un conflitto, che non aveva, se non inteso concretamente, senso di essere. Ad alcuni farà storcere il naso non aver visto solo gioia e colori al corteo, ma a differenza di altre volte, la gioia è stata incarnata nella rabbia e i colori sono stati quelli della lotta, e non copie sbiadite delle stesse. Il resto viene ed è venuto da se’, mettendo in campo la giusta determinazione di chi non si può permettere di perdere le battaglie senza neanche provare a combatterle con orgoglio. Oggi a Torino questo si è consumato, mettendoci forza senza lasciare sul campo troppi arrestati nè feriti tra l’altro, cosa che descrive la compattezza d’intenti dei manifestanti e la responsabilità degli organizzatori. Ora ci sarà probabilmente la repressione, come è normale che ci sia quando si pratica il conflitto, e va respinta con il senso di una lotta e di una giusta pratica che deve essere base per affrontarla senza gridare più di tanto allo scandalo.
Da Torino viene se non un’indicazione vera e propria, la fattibilità spinta da un’Onda, nella praticabilità di un obiettivo difficile e ambizioso come la mobilitazione contro il prossimo G8 di luglio. In serata giungono le dichiarazioni del ministro Maroni che come normale, dichiara guerra ai violenti, e lo seguono quelle del Pd, che come normale da tutta la sua solidarietà alle forze dell’ordine. C’è poco da riflettere su da che parte stare, se da quella della politica dell’esistente o in quella dell’autonomia dei movimenti del futuro, che quel presente, lo vogliono spazzare via con una grande e determinata Onda.
La nostra solidarietà va agli arrestati. Liberi tutti