17 ottobre, #occupy the school, la casta è finita se continuiamo a lottare

Oggi gli studenti e le studentesse bresciani sono scesi in piazza numerosi per ribadire ancora una volta un secco rifiuto nei confronti del debito. D
urante il percorso sono state sanzionate numerose banche con lanci di ouva e scritte simboliche riportanti la V di vendetta, intesa come riappropriazione degli spazi e del futuro che giorno dopo giorno ci vengono negati dalle politiche di austerity di una casta politico-economica, che cerca solamente di autopreservarsi.

Durante il sanzionamento nei confronti di bankitalia, individuata come punto rappresentativo delle misure imposte dalla BCE, degli agenti della digos hanno tentato di identificare alcuni membri del corteo venendo però bloccati dagli studenti che hanno mostrato una forte determinazione nel voler portare a termine i sanzionamenti. Il corteo è poi continuato attraverso il centro storico della città per finire in piazza della loggia, dove ci si è lasciati un’appuntamento per un’assemblea pubblica domani pomeriggio al liceo Gambara.

Continuiamo a riappropriarci della piazze e delle strade per dichiararci insolventi nei confronti del debito e per riprenderci tutto quello che ci spetta, a partire degli spazi nelle scuole, all’interno dei quali costruire percorsi autorganizzati di lotta al debito e di rottura nei confronti di una casta politico economica che cerca di sfruttarci.

 

#occupy school!

#occupy everywhere!

 

LA CASTA È FINITIA SE CONTINUIAMO A LOTTARE!

La crisi è globale, la lotta sarà globale! Dal 7 al 15 Ottobre: QUE SE VAYAN TODOS!

I movimenti antagonisti del mondo stanno scendendo in ogni piazza per un futuro di diritti, reddito e giustizia sociale. Come si è visto anche in Italia esiste questa opposizione sociale.
Il 7 ottobre tutte le piazze del paese sono state animate da cortei, contro la crisi ed il debito, di studenti che urlavano a gran voce “Que se vayan todos!” contro una classe politica che per reagire alla situazione mette la scuola pubblica in ginocchio con continui tagli. Cortei di giovani chei hanno dimostrato il loro dissenso nei confronti della politica di austerità adottata dal governo rifiutandosi di pagare un debito da loro non creato e di vivere in un sistema che continua ad impoverire studenti, migranti e precari e ad arricchire le banche e gli industriali.

La lotta è poi continuata fino a sfociare in una vera e propria rivolta di piazza del 15 ottobre. Una rivolta che ha unito diverse generazioni di studenti, precari e lavoratori contro la crisi e il debito. Come abbiamo potuto vedere i manifestanti hanno espresso ancora una volta il proprio dissenso e la rabbia per la situazione economico politica italiana e hanno anche rifiutato che il proprio corteo fosse imbrigliato dai divieti del ministero degli interni e rivendicato la libertà di esprimere il loro dissenso colpendo i palazzi della crisi e della politica.
I media hanno affermato che in piazza San Giovanni a resistere ai continui e forsennati attacchi della polizia ci fossero un gruppo di violenti black bloc; ecco che torna ancora una volta alla ribalta la solita litania dei delinquenti di piazza isolati dal resto del corteo come se si trattasse di un rito per esorcizzare un conflitto sociale che negli ultimi mesi ha accumulato consenso e sempre più forza. Occorre quindi affermare che protagonista delle lotte a Roma non fosse altro che l’indignazione di chi sta pagando la crisi: espressione di un movimento globale in lotta per cambiamento reale che continuerà nei prossimi mesi la propria lotta senza farsi intimidire dai caroselli e dalle cariche delle forze dell’ordine chiamate a difendere un ordine pubblico e una democrazia che di fatto non esistono più.

In mille al corteo studentesco: RIFIUTARE IL DEBITO!

un migliaio oggi gli student* che sono scesi in piazza per rivendicare l’insolvenza nei confronti di un debito creato da banche e classe politica.scandendo a pieni polmoni “riprendiamoci quello che ci spetta”  il corteo è uscito dal percorso autorizzato  puntando verso la sede degli uffici di ubi banca. la polizia ha cercato di impedire il sanzionamento della banca picchiando con i manganelli i manifestanti che nonostante ciò si sono mantenuti compatti e tra lanci di uova e slogan contro banche, classe politica e polizia hanno perseguito il loro intento.la giornata è stata caratterizzata da una forte determinazione dei partecipanti che nonostante le violenze della polizia hanno reagito rispondendo agli attacchi e portando a termine il sanzionamento nei confronti della banca scelta come bersaglio.il corteo si è concluso in piazza loggia lasciando ai partecipanti un appuntamento per il 15 ottobre a roma, dove si terrà un corteo nazionale in contemporanea con cortei nelle capitali di tutta Europa.banche e classe politica hanno causato la crisi e devono pagarla al posto di studenti, lavoratori e precari che della crisi non sono responsabili!VERSO IL 15 OTTOBRE…

riprendiamoci tutto quello che ci spetta!

 

NOT OUR DEBT! 

BLITZ IN PREFETTURA, RIFIUTARE IL DEBITO!

Nel pomeriggio di oggi, Mercoledì 27 Settembre, diverse decine gli studenti medi che si sono trovati nel cortile del Broletto, il palazzo sede della prefettura e del consiglio provinciale, a manifestare il loro rifiuto verso il debito, la crisi e la manovra finanziaria del governo come exit strategy.
Durante la protesta organizzata dal Kollettivo Studenti in Lotta, gli studenti hanno aperto uno striscione riportante la scritta “Contro la crisi. Contro la manovra. Ora i conti li fate con noi! Rifiutare il debito”. L’iniziativa è stata accompagnata, per tutta la sua durata, da cori, fumogeni e trombette. Numerosi sono stati, inoltre, i cartelli appesi con scritte quali “Brescia rifiuta il debito” o “Contro la manovra finanziaria”, ed ancora “Cacciamo chi ruba ai poveri per salvare le banche” e “la casta è finita se iniziamo a lottare”.
Infine il gruppo di studenti ha dovuto far fronte al tentativo degli agenti della Digos di identificare alcuni fra i più giovani. Tentativo fallito.

La lotta non si ferma, Brescia rifiuta il debito.
Verso il corteo studentesco del 7 Ottobre e la mobilitazione euromediterranea del 15 a Roma, conflitto ed autorganizzazione!
START AGAIN verso un nuovo anno di lotte!
GET READY AND STAY REBEL!

28 Maggio 1974-2011. Brescia non dimentica, Brescia non assolve.

28 MAGGIO 2011: CENTINAIA AL CORTEO DELL’OPPOSIZIONE SOCIALE. ANCORA UNA VOLTA CONQUISTATA PIAZZA DELLA LOGGIA.

Anche oggi sono stati centinaia gli studenti e le studentesse, i precari e le precarie, i migranti e le migranti scesi nelle strade di Brescia con la rabbia di chi non dimentica, di chi non assolve e non perdona. Di chi avrà per sempre negli occhi le immagini di quei corpi lacerati dall’ esplosione di una bomba piazzata in un cestino da parte della feccia fascista, armata dallo Stato, che ancora una volta si è assolto nei propri tribunali. Lo Stato attaccò allora i movimenti e stamattina il corteo dell’opposizione sociale ha fatto vivere quei movimenti che quest’inverno hanno attraversato le strade di Brescia.
Anche oggi la piazza è riuscita a ribadire il concetto che lo Stato, la sua classe politica, e i suoi tirapiedi fascisti se ne devono andare tutti, al grido che ormai è assodato programma politico: “Que se vayan todos!”. Il corteo si è snodato per le vie del centro città.
Come ogni anno non sono mancate le provocazioni da parte della questura che fino all’ultimo ha tentato di non fare entrare il corteo dell’opposizione sociale in Piazza della Loggia. Nonostante questo però forti della propria determinazione e della voglia di portare avanti le proprie parole d’ordine, non allineate con quelle del piagnisteo che ogni anno organizzano le celebrazioni ufficiali dei sindacati, il corteo è riuscito un’altra volta a conquistare la piazza!
Un corteo che non ha voluto limitarsi a commemorare le vittime attraverso le anestetizzate cerimonie ufficiali, cosa che invece è sempre stata fatta dai sindacati, ma che ha deciso di far rivivere la memoria di quelle vittime rilanciando dal basso, con l’autorganizzazione di sempre, le lotte sociali. Perchè il 28 maggio non è solo una ricorrenza, ma è l’ennesima occasione per portare la lotta strada per strada, e per sostenere le lotte che i compagni assassinati dalla strategia della tensione portavano avanti ogni giorno!  Anche e soprattutto nella mattinata di oggi, lo slogan è stato:
BRESCIA NON ASSOLVE,
BRESCIA NON DIMENTICA E RIPARTE DALLE LOTTE SOCIALI…
STRADA PER STRADA!

ORA E SEMPRE RESISTENZA!

28 maggio 1974-2011. Brescia non dimentica Piazza Loggia.

BRESCIA. 6 MAGGIO: IN MILLE NEL CORTEO AUTORGANIZZATO!

Sono giunti da tutte le scuole della città gli studenti e le studentesse, precari e precarie, scesi in piazza stamattina nello spezzone studentesco autonomo ed autorganizzato dietro allo striscione: “RIFIUTARE LA RIFORMA GELMINI, COMBATTERE LA PRECARIETA’, SFIDUCIARE IL PARLAMENTO. GENERALIZZARE LO SCIOPERO!”.

Uno spezzone, che ha voluto attraversare lo sciopero generale, e che ha contato oltre un migliaio di persone riuscendo in questo modo a formare un vero e proprio corteo a sé, fuori dalle logiche di qualunque sindacato o partito. Moltissimi i contenuti portati in piazza dal corteo che si è voluto caratterizzare ed ha voluto esplicitare più volte le proprie distanze dalla cgil e da tutta la sfera istituzionale.

Negli slogan, nelle pratiche e negli interventi il corteo si è scagliato contro la crisi, contro la riforma gelmini, contro la precarietà e contro la guerra, rivendicando reddito, diritti sociali, liberi saperi lontanti dalla scuola-azienda e dal progetto di Gelmini, Tremonti, Marchionne & co… Una manifestazione che ancora una volta ribadisce quello che ormai il movimento degli studenti autorganizzati in tutta italia ha assunto come proprio programma politico: “que se vayan todos!” e “cacciamo il nostro raìs!”.

Intasando e bloccando le strade principali della città, fuori e dentro al centro storico, il corteo ha sanzionato ogni banca incontrata sul proprio percorso con attacchinaggi, lanci di uova e fumogeni; i manifesti riportavano slogan quali “fuck austerity, we are your crisis” e dall’impianto del furgone è stato riportato che “ora la crisi la facciamo noi, siamo noi la vostra crisi”.

Ancora una mattinata di lotta per le strade di Brescia, ancora una volta la risposta incredibile, imponente e determinata degli studenti e dei giovani precari, di questa generazione zero che è pronta a scendere nelle piazze per riprendersi da protagonista il proprio futuro, senza mediazioni e senza bisogno dei sindacati o dei partiti. Ancora una volta questa generazione dimostra di essere pronta e decisa nel voler fare piazza pulita della classe politica tutta, dei banchieri, degli industriali.

Ancora una volta ha rifiutato la scuola-azienda, le politiche di austerità, le privatizzazioni e la guerra imperialista. Le asce di guerra sono sempre levate al cielo: lotta fino all’ultimo respiro. Conflitto ed autorganizzazione nello sciopero generale.

RIFIUTARE LA RIFORMA GELMINI, COMBATTERE LA PRECARIETA’, SFIDUCIARE IL PARLAMENTO.

QUE SE VAYAN TODOS!!

Kollettivo Studenti in Lotta

Io voglio spazio, difendo Magazzino47.

IO VOGLIO SPAZIO.

Difendo Magazzino 47

 

Perché voglio uno spazio liberato, che crea ed offre una socialità altra, fuori dalle logiche del mercato e del profitto.

 

Perché ho sogni, bisogni e desideri. Voglio uno spazio dove poter cospirare insieme.

 

Perché, contro la precarietà dell’esistente, voglio la sicurezza degli spazi sociali.

 

Perché voglio riappropriarmi del mio tempo e di ciò che mi è negato dalla quotidianità della crisi.

 

Perché voglio stare con chi lotta nelle scuole, nelle università e nei luoghi di lavoro rivendicando liberi saperi, reddito e welfare.

 

Voglio lo spazio per affermare che nessuna persona è illegale, per costruire percorsi di antirazzismo, antifascismo ed antisessismo.

 

“IO VOGLIO SPAZIO. difendo Magazzino 47″ è la nostra risposta alla minaccia di sfratto, con sgombero dei locali di via industriale, sempre più insistente nelle ultime settimane.

Mentre i poteri forti della città, capitanati dal vice-sindaco sceriffo Fabio Rolfi, gridano allo sgombero appellandosi alla legalità e a cavilli burocratici, mentre gli assessori della giunta si appoggiano agli avvocati dell’Aler per decretare l’abusività della nostra esistenza, noi vogliamo lanciare un segnale forte per rispondere a chi vorrebbe porre fine ad un’esperienza di espressione politica, culturale ed artistica. Siamo convinti ed affermiamo che il “sempreverde” (soprattutto quando si tratta di soffocare i movimenti) culto della legalità crolla di fronte al valore, tutt’altro che simbolico, che il Centro Sociale Magazzino 47 assume all’interno della nostra città.

Magazzino 47 da diciotto anni è luogo di aggregazione non allineata dove si incontrano ogni settimana persone di qualsiasi età.

È uno spazio nel quale si intrecciano percorsi, vissuti, storie, creando momenti di confronto e dibattito, di musica, di arte e di socialità.

È un importante punto di riferimento per chi all’interno della città-vetrina resiste e lotta ogni giorno contro le ingiustizie sociali; per chi si trova schiacciato da un lavoro precario ed è costretto a seguire tempi di lavoro impossibili; per chi, messo alle strette da una scuola-azienda che le politiche di palazzo hanno costruito, quest’anno ha riempito con la propria rabbia le strade della città; per chi, soffocato dalla crisi di governi e banchieri, lotta per il diritto ad avere un tetto sotto il quale dormire. Per chi combatte per difendere i territori dall’avanzata del cemento e dell’energia nucleare e rivendica l’esistenza di beni comuni, come l’acqua pubblica. Per i migranti che fuggono da una guerra promossa da altri in nome del profitto, che oggi più che mai subiscono il razzismo istituzionale, sfruttati, sfrattati, clandestinizzati e criminalizzati. Per quei migranti che hanno scaldato l’inverno bresciano urlando a gran voce i propri diritti.

È luogo da cui far partire la spinta per una società meticcia, libera dal pregiudizio, per promuovere antirazzismo ed antifascismo. Ed ancora: è una sede per chi vuole affrontare le questioni di genere fuori dalle dinamiche di una società sessista, intrisa di fondamentalismo cattolico.

È un luogo di incontro fisico per chi crea opposizione sociale e conflitto in città, per resistere al raìs nostrano ed alla sua cricca e lottare per confiscare subito tutti i suoi beni e restituirli a scuola, università e welfare. Avamposto per promuovere l’autogestione, la partecipazione dal basso e rifiutare le politiche istituzionali della casta politica continuando ostinatamente a ribadire: “Que se vayan todos!”. È un importante spazio di libertà nella città dei divieti e del “tutto proibito” creata dall’attuale giunta di sindaci, vice-sindaci ed assessori sceriffo.

Questi sono solo alcuni dei motivi che rendono fondamentale l’esistenza di Magazzino 47 e, ne siamo sicuri, sono le ragioni per cui la sua stessa esistenza risulta scomoda a chi oggi ci attacca.

Alla minaccia di sfratto e sgombero rispondiamo con una promessa rivolta a coloro che insistono nel volerci tappare la bocca: difenderemo Magazzino 47 fino all’ultimo respiro.

NOI VOGLIAMO SPAZIO. DIFENDIAMO MAGAZZINO47. DIFENDIAMO GLI SPAZI SOCIALI.

 

C.S.A MAGAZZINO 47

1 Aprile assemblea studentesca pubblica

“Noi facciamo la storia mentre quelli fanno i piani”
facciamo la storia, la nostra storia sulla trama di un cammino ostinato, il cammino di una strada che ci brucia sotto i piedi.
Una nostra storia per una nostra strada.
Riprenderci il tempo e riprenderci il futuro, per dimostrare che questa generazione nata precaria, nata sfruttata e cresciuta ribelle, ha ancora molto da dire.
Questa generazione non si ferma mai, e non si lascia condurre nel gioco perverso, allestito dall’inganno della politica dei padroni.
Guardatela questa loro storia, un gioco convulso, fatto di schizofrenia e ipocrisia. Ci rendono pedine e danno il nome di prodotto, un elemento da inserire in un sistema-mercato per condurci sulla via della precarietà.
Guardateli questi loro saperi mercificati funzionali al loro mondo lavorativo in una struttura classista.
Ci vogliono rendere instabili soggetti precari, ci rendono ciò a cui mira questo sistema capitalista, la Riforma e, indistintamente qualsiasi governo di turno.

Eravamo quei percorsi contrari nell’impeto di un’onda anomala, ora siamo quei percorsi contrari, non ancora stanchi, non ancora rassegnati che ritornano per urlare ancora “Que se vayan todos”.
Siamo precari, dentro e contro la loro scuola.
Siamo precari fuori la scuola.
La riforma ci rende precari, preparandoci ad un meccanismo molto più ampio, finalizzato a mercificare e a snaturare la nostra individualità.
Vogliono privarci della nostra capacità di conflitto, ma noi la rivendichiamo, pronti a neutralizzare e ad inceppare il meccanismo dell’applicazione di questa legge.
Precari fuori dalla scuola, e noi scenderemo di nuovo in piazza per bloccare tutto, bloccare tutto ancora. Proiettati verso lo sciopero generale, verso il 6 maggio quando gli studenti e le studentesse continueranno ad esprimere il loro dissenso in tutto il paese, un dissenso generalizzato.
Non fermarsi. Non fermarsi mai.
Precari dentro la scuola e continuiamo a cercare insieme il punto in cui colpire la nostra controparte, cercare nuovi terreni di conflitto, autorganizzarci, attraverso strumenti come le assemblee studentesche; e l’1 aprile invitiamo tutti e tutte nell’aula magna del Liceo Gambara per un’assemblea aperta che possa analizzare i metodi in grado di disarticolare ciò a cui mira la riforma, e gli stessi meccanismi della sua applicazione.

E verso lo sciopero generale del 6 Maggio il nostro slogan rimane questo, e rimbomba sempre più forte da tutta Europa e dal Magreb in rivolta: “Que se vayan todos”!
Cacciamo tutti i Raìs del mondo!

VENERDì 1 APRILE – AULA MAGNA LICEO VERONICA GAMBARA via
V. Gambara
h. 15.00: ASSEMBLEA STUDENTESCA PUBBLICA
verso lo sciopero generale

Kollettivo Studenti in Lotta

14.03 Brescia. Presidio contro il carotrasporti.

Nel pomeriggio di oggi, Lunedì 14 Marzo, sono stati circa una trentina gli studenti medi in presidio, in piazza Rovetta di fronte all’infopoint di Brescia Trasporti, per contestare l’aumento di prezzo di biglietti ed abbonamenti del bus deciso dall’azienda in col benestare della giunta comunale. Intanto in Loggia, il palazzo del comune adiacente proprio a piazza Rovetta (in piazza della loggia), si teneva il consiglio comunale.

Durante il presidio è stato aperto uno striscione riportante la scritta “NO AL CAROTRASPORTI” ed appesi numerosi cartelli con scritte quali “Brescia trasporti non puoi toglierci il diritto di muoverci” o “trasporto pubblico gratuito e di qualità”, ed ancora “no al carotrasporti, no al carovita”.

Durante l’iniziativa del Kollettivo Studenti in Lotta si è tenuta anche una conferenza stampa ed un volantinaggio del comunicato dell’iniziativa, che riportiamo.

NO ALL’AUMENTO DEL BIGLIETTO DELL’AUTOBUS

CONTRO LA CRISI, CONTRO IL CAROVITA, CONTRO IL CARO-TRASPORTI

L’aumento di prezzo dei biglietti e degli abbonamenti dell’autobus è inaccettabile. La giunta Paroli in collaborazione con Brescia Trasporti, l’azienda privata che gestisce il trasporto pubblico in città e provincia, ha deciso di aumentare i prezzi, già alti molto alti, per quello che è un servizio pubblico.

Tutto ciò è una conseguenza delle politiche di austerità, fatte di tagli ai servizi sociali pubblici, che il governo sta attuando per contrastare la crisi, crisi economica che si fa sentire sempre di più e che sempre più colpisce noi studenti, precari e lavoratori. A queste politiche di privatizzazione del pubblico va ad aggiungersi il peso delle spese dovute ai lavori per la realizzazione della metropolitana di Brescia. Oltretutto questi signori alzano le tariffe di un servizio che mostra ben poca qualità: autobus che saltano la corsa, che arrivano in ritardo, spesso colmi di persone e difficilmente vivibili.

La giunta comunale di Brescia si è mostrata preoccupata a causa dell’aumento dello smog, promuovendo ed attuando le targhe alterne; nonostante ciò non pare interessato ad incentivare l’utilizzo dei mezzi pubblici!

 

Noi non vogliamo pagare questa crisi. Non vogliamo pagare un servizio che deve essere gratuito e pubblico.

Vogliamo un servizio pubblico che possa essere definito tale. Lo vogliamo gratuito e di qualità.

Per questo diciamo NO ALL’AUMENTO DEI PREZZI DI BIGLIETTI ED ABBONAMENTI!!

 

Ci riprenderemo ciò che è nostro di diritto, ci riprenderemo ciò che ogni giorno ci viene tolto dal meccanismo della privatizzazione.

BRESCIA TRASPORTI NON PUOI TOGLIERCI IL DIRITTO DI MUOVERCI

CONTRO LA CRISI E IL CAROVITA, CONTRO IL CARO-TRASPORTI,

UNA SOLA SOLUZIONE: RIAPPROPRIAZIONE!

 

Kollettivo Studenti in Lotta