La crisi è globale, la lotta sarà globale! Dal 7 al 15 Ottobre: QUE SE VAYAN TODOS!

I movimenti antagonisti del mondo stanno scendendo in ogni piazza per un futuro di diritti, reddito e giustizia sociale. Come si è visto anche in Italia esiste questa opposizione sociale.
Il 7 ottobre tutte le piazze del paese sono state animate da cortei, contro la crisi ed il debito, di studenti che urlavano a gran voce “Que se vayan todos!” contro una classe politica che per reagire alla situazione mette la scuola pubblica in ginocchio con continui tagli. Cortei di giovani chei hanno dimostrato il loro dissenso nei confronti della politica di austerità adottata dal governo rifiutandosi di pagare un debito da loro non creato e di vivere in un sistema che continua ad impoverire studenti, migranti e precari e ad arricchire le banche e gli industriali.

La lotta è poi continuata fino a sfociare in una vera e propria rivolta di piazza del 15 ottobre. Una rivolta che ha unito diverse generazioni di studenti, precari e lavoratori contro la crisi e il debito. Come abbiamo potuto vedere i manifestanti hanno espresso ancora una volta il proprio dissenso e la rabbia per la situazione economico politica italiana e hanno anche rifiutato che il proprio corteo fosse imbrigliato dai divieti del ministero degli interni e rivendicato la libertà di esprimere il loro dissenso colpendo i palazzi della crisi e della politica.
I media hanno affermato che in piazza San Giovanni a resistere ai continui e forsennati attacchi della polizia ci fossero un gruppo di violenti black bloc; ecco che torna ancora una volta alla ribalta la solita litania dei delinquenti di piazza isolati dal resto del corteo come se si trattasse di un rito per esorcizzare un conflitto sociale che negli ultimi mesi ha accumulato consenso e sempre più forza. Occorre quindi affermare che protagonista delle lotte a Roma non fosse altro che l’indignazione di chi sta pagando la crisi: espressione di un movimento globale in lotta per cambiamento reale che continuerà nei prossimi mesi la propria lotta senza farsi intimidire dai caroselli e dalle cariche delle forze dell’ordine chiamate a difendere un ordine pubblico e una democrazia che di fatto non esistono più.

In mille al corteo studentesco: RIFIUTARE IL DEBITO!

un migliaio oggi gli student* che sono scesi in piazza per rivendicare l’insolvenza nei confronti di un debito creato da banche e classe politica.scandendo a pieni polmoni “riprendiamoci quello che ci spetta”  il corteo è uscito dal percorso autorizzato  puntando verso la sede degli uffici di ubi banca. la polizia ha cercato di impedire il sanzionamento della banca picchiando con i manganelli i manifestanti che nonostante ciò si sono mantenuti compatti e tra lanci di uova e slogan contro banche, classe politica e polizia hanno perseguito il loro intento.la giornata è stata caratterizzata da una forte determinazione dei partecipanti che nonostante le violenze della polizia hanno reagito rispondendo agli attacchi e portando a termine il sanzionamento nei confronti della banca scelta come bersaglio.il corteo si è concluso in piazza loggia lasciando ai partecipanti un appuntamento per il 15 ottobre a roma, dove si terrà un corteo nazionale in contemporanea con cortei nelle capitali di tutta Europa.banche e classe politica hanno causato la crisi e devono pagarla al posto di studenti, lavoratori e precari che della crisi non sono responsabili!VERSO IL 15 OTTOBRE…

riprendiamoci tutto quello che ci spetta!

 

NOT OUR DEBT! 

BLITZ IN PREFETTURA, RIFIUTARE IL DEBITO!

Nel pomeriggio di oggi, Mercoledì 27 Settembre, diverse decine gli studenti medi che si sono trovati nel cortile del Broletto, il palazzo sede della prefettura e del consiglio provinciale, a manifestare il loro rifiuto verso il debito, la crisi e la manovra finanziaria del governo come exit strategy.
Durante la protesta organizzata dal Kollettivo Studenti in Lotta, gli studenti hanno aperto uno striscione riportante la scritta “Contro la crisi. Contro la manovra. Ora i conti li fate con noi! Rifiutare il debito”. L’iniziativa è stata accompagnata, per tutta la sua durata, da cori, fumogeni e trombette. Numerosi sono stati, inoltre, i cartelli appesi con scritte quali “Brescia rifiuta il debito” o “Contro la manovra finanziaria”, ed ancora “Cacciamo chi ruba ai poveri per salvare le banche” e “la casta è finita se iniziamo a lottare”.
Infine il gruppo di studenti ha dovuto far fronte al tentativo degli agenti della Digos di identificare alcuni fra i più giovani. Tentativo fallito.

La lotta non si ferma, Brescia rifiuta il debito.
Verso il corteo studentesco del 7 Ottobre e la mobilitazione euromediterranea del 15 a Roma, conflitto ed autorganizzazione!
START AGAIN verso un nuovo anno di lotte!
GET READY AND STAY REBEL!