BRESCIA. 28 MAGGIO, CENTINAIA DI STUDENTI IN PIAZZA.
Sono centinaia gli studenti medi bresciani scesi in piazza per il 28 Maggio di opposizione sociale (a 36 anni dalla strage fascista e di stato) lanciato dal Kollettivo studenti in lotta. Un corteo che ha sfilato per le vie del centro storico della città (nonostante i tentativi di divieto da parte della questura nei giorni precedenti) arrivando in Piazza della Loggia dove si stava svolgendo, come ogni anno, la sterile e ormai patetica commemorazione dei sindacati, alla quale ormai partecipano tranquillamente gli assessori comunali del PDL. In testa al corteo uno striscione estremamente significativo per i contenuti che gli studenti antagonisti hanno voluto portare in piazza: “28 maggio 2010 – opposizione sociale. commemorare non basta, ora e sempre resistenza”. Dunque una manifestazione che ha voluto ribadire che per la città di Brescia l’anniversario della strage di piazza della loggia non può e non deve limitarsi ad essere una semplice commemorazione; dev’essere una giornata di lotte sociali, opposizione e rivendicazioni dal basso. Seguendo questi punti fermi il corteo ha dunque voluto essere non solo antifascista e antirazzista, ma anche l’ennesima giornata di resistenza alla crisi e allo sfruttamento, una giornata per i servizi sociali garantiti e contro la privatizzazione della scuola. Proprio per questo il corteo con un’azione durante il proprio percorso ha lasciato una scritta sulla vetrata di una banca: “dovete darci il denaro”.
All’arrivo del corteo autonomo degli studenti medi bresciani in Piazza della Loggia si è inoltre verificato un fatto gravissimo: in mezzo alla piazza che commemorava la strage diversi agenti della digos hanno spintonato e cercato di bloccare il corteo (da citare le minacce di un dirigente della questura: “se venite ancora avanti vi faccio menare”). Tentativo fallito e ancora una volta gli studenti han dimostrato di non lasciarsi fermare e di avere la forza e la volontà di conquistarsi qualunque piazza e qualunque strada gli spetti. Liberatosi dell’improvvisato blocco tentato dagli agenti della digos il corteo ha poi contestato il sindaco Paroli e i vari assessori comunali presenti alla commemorazione costringendoli ad abbandonare la piazza scortati dalla polizia.
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